La nuova Politica agricola comune 2028-2034 e le prospettive delle imprese saranno al centro del convegno promosso da Confagricoltura Siena lunedì 19 ottobre, dalle 9.30, nella Sala Italo Calvino del Santa Maria della Scala. L’incontro, intitolato "Proposte per l’agricoltura che cambia", sarà dedicato alle misure ancora in fase di definizione e alle loro possibili conseguenze sul tessuto produttivo.
Al confronto parteciperanno l’eurodeputato Dario Nardella, il sottosegretario all’Agricoltura Giacomo Patrizio La Pietra e l’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Marras. Sono previsti anche gli interventi di Carlo Bartolini Baldelli, presidente di Confagricoltura Toscana, e di Massimiliano Giansanti, presidente nazionale dell’organizzazione. I lavori saranno moderati da Gianluca Cavicchioli, direttore dell’Unione Provinciale Agricoltori di Siena, promotore dell’iniziativa insieme al presidente Simone Lorenzo Signorini.
Il ruolo dell’impresa agricola
Secondo Cavicchioli, discutere in anticipo della nuova Pac è necessario per poter incidere sulle scelte europee prima che gli spazi di intervento si riducano. L’obiettivo è analizzare gli effetti delle future regole sulle aziende e definire le priorità per il comparto. Al centro delle proposte, spiega il direttore regionale, dovrebbe tornare la capacità produttiva dell’impresa agricola, insieme alla sua sostenibilità economica.
Nel corso degli anni alle aziende sono stati affidati compiti sempre più ampi, dalla tutela ambientale alla conservazione del territorio. Funzioni considerate importanti, ma che, secondo Confagricoltura, non possono mettere in secondo piano la natura economica dell’attività. Un’impresa, viene sottolineato, può continuare a presidiare il paesaggio e a garantire servizi al territorio soltanto se riesce a mantenere un equilibrio finanziario.
Il presidente Signorini richiama le difficoltà delle realtà agricole senesi, spesso di dimensioni contenute e caratterizzate da produzioni di qualità. Olio, vino, cereali e carni presentano costi che non sempre possono essere ridotti senza compromettere le caratteristiche dei prodotti. La criticità emerge quando il mercato non riconosce un valore adeguato a questa qualità e mette a confronto, sulla base del solo prezzo, produzioni realizzate in condizioni molto diverse.
Competitività e semplificazione
Per recuperare competitività, la linea indicata dall’organizzazione non è quella di produrre meno, ma di migliorare i processi, investire nelle tecnologie e valorizzare maggiormente ciò che viene realizzato. La Pac, secondo i promotori, dovrebbe sostenere gli investimenti, l’innovazione e il ricambio generazionale, tenendo conto delle condizioni concrete in cui operano le imprese della provincia.
Tra le richieste rivolte all’Europa c’è anche il rafforzamento della produzione nazionale in comparti ritenuti strategici, come olio e cereali, per ridurre la dipendenza dall’estero. Le aziende sono chiamate a rispettare vincoli e adempimenti crescenti, ma, osserva Cavicchioli, gli imprenditori dovrebbero poter destinare più energie al mercato e meno alla gestione burocratica.
Il convegno di Siena vuole quindi offrire un confronto sulle scelte da compiere e sul rapporto tra sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Confagricoltura sostiene che, se agli agricoltori viene chiesto di tutelare paesaggio, biodiversità e territorio, il valore di queste funzioni debba essere riconosciuto senza trasferirne tutti i costi sulle imprese. Il cosiddetto Libro Bianco dell’organizzazione punta a verificare gli effetti delle regole e a trasformare le esigenze emerse in proposte per la nuova programmazione.