Riprendono all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena gli appuntamenti di Danza in corsia, il progetto nato per portare momenti di espressione artistica all’interno degli spazi di cura. L’iniziativa è promossa dalla collaborazione tra l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e la Compagnia Balletto di Siena, diretta dal maestro Marco Batti.
Il progetto punta a sostenere il benessere emotivo dei pazienti e ad accompagnare il percorso di cura con occasioni di sollievo e partecipazione. La danza viene proposta come strumento integrativo nell’ambito dell’umanizzazione dell’assistenza, insieme alle attività che l’Aou Senese dedica al rapporto tra cultura, ospedale e qualità dell’esperienza vissuta da pazienti e familiari.
Due appuntamenti negli spazi ospedalieri
Giunta alla quarta edizione, l’iniziativa è sostenuta dal protocollo d’intesa sottoscritto nel 2025 dalla direzione dell’Aou Senese e dalla compagnia. Il programma prevede due nuovi momenti di danza negli spazi dell’ospedale: il primo si è svolto il 6 ottobre, mentre il secondo è fissato per il 5 novembre 2026 alle ore 11.
Il prossimo appuntamento si terrà nell’atrio che separa i reparti di Chirurgia toracica, Malattie dell’apparato respiratorio e Immunoterapia oncologica, al piano 3 del lotto 1. La collocazione consente agli artisti di esibirsi in un’area di passaggio interna alla struttura, a contatto con pazienti, familiari, personale sanitario e visitatori.
La compagnia tra corsie e reparti
Protagonisti degli appuntamenti sono i primi ballerini Chiara Gagliardo, Giuseppe Giacalone, Filippo Del Sal e Matilde Campesi. Le loro performance sono ospitate tra corsie, sale d’attesa e reparti di degenza, con l’obiettivo di inserire un momento di leggerezza nella quotidianità ospedaliera senza modificare le attività assistenziali.
Per l’Aou Senese e la Compagnia Balletto di Siena, il ritorno del progetto conferma il ruolo attribuito all’arte e alla cultura come sostegno al percorso di umanizzazione delle cure. L’iniziativa si inserisce così tra le attività promosse dall’azienda ospedaliero-universitaria per rendere gli ambienti di assistenza più attenti anche alla dimensione emotiva delle persone accolte.