Due persone sono state arrestate dai carabinieri nell’ambito di un’operazione contro lo spaccio nei boschi del territorio di Monticiano. Uno dei due, fuggito nella boscaglia alla vista dei militari, si sarebbe ferito durante l’inseguimento ed è stato ricoverato all’ospedale Le Scotte di Siena. L’uomo è stato sottoposto a un intervento chirurgico per problemi a un braccio e si trova momentaneamente in terapia intensiva, con prognosi ancora riservata.
Per questo motivo soltanto l’altro arrestato è comparso in tribunale per l’udienza di convalida. Le condizioni del connazionale, di origine marocchina come il compagno, non gli hanno consentito di essere interrogato. Il giudice Alessandro Solivetti Flacchi ha stabilito che potrà essere ascoltato quando sarà in grado di sostenere l’interrogatorio.
La fuga nella boscaglia
L’intervento è stato condotto dai carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Siena. Secondo quanto emerso durante l’udienza, alla vista delle divise uno dei due uomini si è dato alla fuga tra la vegetazione. Nel tentativo di allontanarsi avrebbe perso l’equilibrio, riportando una lesione al braccio che ha reso necessario il ricovero. Il fratello dell’uomo ha ricevuto dal giudice l’autorizzazione a recarsi al policlinico per chiedere informazioni ai medici sulle sue condizioni.
L’episodio risale al primo ottobre e si è verificato nel territorio comunale di Monticiano. Durante i controlli, i militari avrebbero trovato circa 36 grammi di cocaina, hashish, bilancini e denaro contante. Gli elementi sono ora al vaglio degli investigatori per ricostruire il ruolo dei due arrestati e la destinazione delle sostanze.
Le decisioni del giudice
Il pubblico ministero aveva chiesto la convalida degli arresti e l’applicazione di una misura cautelare. Per l’uomo ricoverato, il giudice ha disposto, quando le condizioni di salute lo permetteranno, i domiciliari a Ferrara, nell’abitazione della moglie.
L’altro arrestato, 36 anni, difeso dall’avvocata Cristina Bartaloni, ha riferito di essere disoccupato da circa sei mesi e di avere lavorato in precedenza nel settore agricolo a Salerno. Ha inoltre dichiarato di non essere mai stato in carcere. Non avendo una residenza né una persona disponibile a ospitarlo, resterà a Santo Spirito. Le indagini proseguono per verificare l’eventuale esistenza di un collegamento stabile con il mondo del narcotraffico.