Decisione unanime

Il commercio di vicinato al centro del Consiglio di Montepulciano

Via libera all'ordine consiliare a favore delle ZES Pro, con trasmissione ai ministeri competenti per gli incentivi alle imprese.

Il commercio di vicinato al centro del Consiglio di Montepulciano

Il Consiglio comunale di Montepulciano ha approvato all’unanimità, nella seduta di lunedì 28 settembre, un ordine del giorno a sostegno della proposta popolare intitolata Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. L’iniziativa è promossa da Confesercenti e punta a contrastare la progressiva riduzione delle attività commerciali nei centri urbani, nei borghi e nelle periferie.

Il documento riconosce ai negozi di prossimità un ruolo che va oltre la dimensione economica. La presenza delle attività commerciali viene infatti considerata anche un presidio sociale, con effetti sulla vivibilità, sull’attrattività e sulla coesione delle comunità. L’ordine del giorno è stato sottoscritto da tutti i gruppi consiliari: Centrosinistra per Montepulciano, Centrodestra e Indipendenti per Montepulciano e Futuro Poliziano.

La proposta delle ZES Pro

La proposta di legge prevede l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità, indicate come ZES Pro. In caso di approvazione da parte del Parlamento, nei territori interessati verrebbe introdotto un regime fiscale agevolato per le imprese e sarebbero previsti incentivi pubblici per programmi di rivitalizzazione del tessuto commerciale.

Il progetto contempla inoltre la nascita di un Osservatorio nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, incaricato di monitorare l’andamento del commercio di prossimità e i fenomeni di desertificazione commerciale. È previsto anche un fondo destinato a finanziare gli interventi indicati dalla proposta. Dopo il via libera dell’assemblea, l’ordine del giorno sarà trasmesso dalla Giunta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il calo dei negozi

Il documento prende le mosse da una fotografia nazionale del settore. Secondo i dati richiamati nella proposta, dal 2012 si è registrata una riduzione del 14,3% dei negozi di vicinato. Il fenomeno non riguarda soltanto il numero delle attività, ma anche la composizione dell’offerta, sempre più esposta a processi di omologazione.

Tra i fattori che hanno accelerato la trasformazione vengono indicati la globalizzazione, la digitalizzazione e gli effetti dell’aumento dell’inflazione. Il sindaco Michele Angiolini e l’assessore alle Politiche Economiche e Produttive Alberto Millacci hanno sottolineato che la chiusura di un’attività può comportare la perdita di un presidio sociale. Secondo gli amministratori, l’azione del Comune è necessaria ma non sufficiente di fronte alla profondità della crisi: per questo sarebbe indispensabile un intervento normativo nazionale.