La provincia di Siena ha perso 123 bar tra il 2019 e il 2025. Il dato, elaborato da Confesercenti sulla base delle informazioni di Infocamere, corrisponde a una riduzione del 17,7 per cento, più marcata rispetto alla media nazionale, pari al 14 per cento, e a quella regionale, attestata al 16,3 per cento.
La contrazione ha interessato anche il capoluogo: nel periodo considerato sono venuti meno 29 esercizi, con una diminuzione del 16,7 per cento. Lo studio inserisce il fenomeno nel quadro più ampio dell’erosione della rete commerciale di vicinato, con conseguenze per gli esercenti costretti a interrompere l’attività, per i dipendenti, i fornitori e i consumatori.
Costi in aumento e margini ridotti
Secondo la stima riportata da Confesercenti, la perdita economica complessiva legata alla riduzione delle attività ammonta a 8,7 milioni di euro nell’arco di sei anni. Il calo degli esercizi viene inoltre associato a ricadute sulla sicurezza e sulla vivibilità dei centri abitati, che rischiano di avere meno punti di riferimento, servizi e luoghi di socialità.
Giovanni Carli, presidente di Fiepet Confesercenti Siena, sottolinea le difficoltà affrontate dagli operatori del settore. A pesare, spiega, sono soprattutto la riduzione dei margini e la crescente difficoltà nel sostenere i costi del personale. Anche i titolari che proseguono l’attività senza dipendenti, aggiunge, devono spesso lavorare per molte ore, rinunciando al riposo e al tempo con la famiglia.
Il modello del bar, profondamente legato alle abitudini sociali italiane, risente della crescita dei costi di gestione, della diffusione dei consumi a domicilio e della riduzione del potere d’acquisto. La diminuzione degli esercizi commerciali può riflettersi anche sull’aspetto dei centri urbani. Confesercenti cita, come esempio, la differenza osservata a Siena tra le vie con le vetrine accese e quelle rimaste senza illuminazione durante il blackout dell’illuminazione pubblica di sabato sera.
La proposta sulle attività di vicinato
Per contrastare il fenomeno, Confesercenti sta completando a livello nazionale la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sulla rigenerazione commerciale. Il progetto prevede l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità, indicate con l’acronimo ZESpro, che Regioni e Province autonome potrebbero individuare in aree urbane o periurbane.
All’interno di queste zone sarebbero realizzati programmi mirati per rivitalizzare le attività di vicinato, con la previsione di un regime fiscale agevolato per le imprese. Per presentare la proposta in Parlamento sono necessarie 50mila firme; le modalità per aderire sono indicate sul sito di Confesercenti.