La difesa del Punto nascita di Campostaggia entra in una nuova fase dopo l’incontro tra i rappresentanti delle amministrazioni locali e l’assessora alla Sanità della Toscana, Monia Monni. Il confronto è stato richiesto da dieci sindaci, con adesioni che hanno superato i confini della Valdelsa senese, per discutere del futuro del servizio e delle motivazioni necessarie a sostenerne la permanenza.
Il confronto con la Regione
La sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni ha definito positivo l’esito dell’appuntamento, sottolineando la determinazione mostrata dalla Regione Toscana nel proseguire il percorso a tutela del presidio. La questione dovrà ora essere affrontata anche presso i ministeri competenti e il Comitato nazionale dei Punti nascita, nell’ambito dell’iter previsto per valutare la situazione della struttura.
Secondo Cenni, la posizione dei Comuni dovrà essere sostenuta da argomenti e contenuti già presenti nell’esperienza del presidio. La sindaca ha inoltre richiamato il riconoscimento espresso dall’assessora Monni verso il valore della rete ospedaliera e territoriale e verso le professionalità che operano quotidianamente a Campostaggia. Nel confronto è stato evidenziato anche il livello raggiunto dai reparti, considerato un elemento rilevante nel quadro delle strutture sanitarie toscane.
Il ruolo dell’ospedale
All’incontro ha partecipato anche la direttrice del presidio, Lucia Grazia Campanile, che ha accompagnato l’assessora regionale nella visita al Punto nascita e ai reparti di Chirurgia e Oncologia. Campanile ha spiegato che l’occasione ha permesso di illustrare i percorsi organizzati dall’ospedale attraverso l’integrazione con il territorio e le innovazioni tecnologiche introdotte a beneficio della comunità.
Per la direttrice, l’eventuale rischio di chiusura rappresenterebbe una sfida organizzativa significativa. La visita di Monni viene tuttavia considerata un risultato importante, anche per la vicinanza manifestata dall’assessora ai professionisti impegnati nel presidio di Campostaggia. Al momento, il confronto non ha concluso il procedimento, ma ha consentito ai rappresentanti locali di ribadire le ragioni della salvaguardia del servizio.
La mobilitazione sul tema era emersa già lo scorso anno, quando la lista civica Vivi Poggibonsi aveva promosso una raccolta di firme e un presidio davanti all’ingresso dell’ospedale. Da allora, Comuni e Regione hanno proseguito il confronto per scongiurare l’interruzione dell’attività del Punto nascita. I prossimi passaggi dipenderanno dai pareri degli enti competenti e dagli esiti dei tavoli istituzionali, compresi quelli in ambito ministeriale, chiamati a esprimersi sul futuro della struttura.