Patrimonio urbano

Palazzo Bandini, bando deserto: incerto futuro

Nessuna proposta per l’edificio destinato alla mensa; resta aperto un nodo sugli spazi per studenti e servizi sanitari.

Palazzo Bandini, bando deserto: incerto futuro

La vendita di Palazzo Bandini non è andata a buon fine. Alla procedura avviata dall’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana non è arrivata alcuna offerta entro la scadenza del 3 agosto, termine già prorogato rispetto alla data iniziale di fine giugno. L’immobile di via Sallustio Bandini resta quindi senza acquirenti e senza una nuova destinazione definita.

Il palazzo era stato acquistato dal Comune di Siena nel 2013 dal Dsu, per una cifra vicina ai 4 milioni di euro, con l’obiettivo di utilizzarlo come mensa centrale a supporto della struttura di Sant’Agata. La mensa è rimasta attiva fino al 2021. Alla vigilia di un intervento di ampliamento, però, i locali sono stati giudicati non più idonei per la ristorazione né facilmente convertibili in residenza universitaria.

La vendita collegata alla residenza

Il Dsu ha così scelto di mettere l’edificio sul mercato, fissando una base d’asta di circa 4,3 milioni di euro. La procedura, deliberata nell’aprile di quest’anno, avrebbe dovuto consentire di reperire le risorse necessarie per la ristrutturazione e la messa in sicurezza della residenza universitaria di San Prospero. L’assenza di offerte blocca anche questo intervento, che dipendeva dal ricavato della vendita.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio, segnato dalla presenza a Siena di immobili inutilizzati e dalla contemporanea necessità di trovare sedi per servizi pubblici e universitari. Le università attendono infatti una seconda mensa, mentre resta da definire la sede del progetto Siena Next Hub, pensato per riunire attività di studio, socialità, vita quotidiana degli studenti e uno spazio per la ristorazione.

Il progetto Siena Next Hub

Il 15 maggio Dsu Toscana, Regione, Comune di Siena, Università degli Studi di Siena e Università per Stranieri di Siena hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per individuare un immobile da destinare al nuovo Hub. L’avviso esplorativo per la cessione in comodato ha ricevuto, finora, una sola risposta: quella delle Pie Disposizioni, che hanno indicato un edificio di proprietà situato poco fuori Porta Romana.

La struttura è stata valutata con interesse dai due atenei anche per la posizione, in una zona diversa da Sant’Agata. Restano tuttavia dubbi sulla sua efficacia rispetto alle esigenze della ristorazione universitaria nell’area collegata al polo di San Francesco. Per questo, tra le ipotesi potrebbe tornare anche l’edificio di viale Sardegna, rimasto privo della destinazione inizialmente prevista.

L’immobile avrebbe dovuto essere acquisito dall’Asl dalla Provincia per ospitare la Casa della Comunità Hub, poi realizzata a Pian d’Ovile. L’operazione, dal valore stimato di circa 20 milioni di euro e sostenuta da risorse regionali e statali, avrebbe dovuto finanziare anche la ristrutturazione dell’ex caserma dei vigili di viale Cavour, destinata al Polo biotecnologico del Monna Agnese. Il progetto, però, sembra essersi arrestato per impedimenti di natura regolatoria. L’Asl non ha confermato né smentito l’ipotesi e viale Sardegna potrebbe quindi tornare disponibile per una nuova funzione di servizio.