Tutele occupazionali

Un tavolo contro il dumping nei contratti del commercio

A Siena le parti sociali uniscono dati e segnalazioni per arginare gli accordi meno favorevoli a dipendenti e imprese.

Un tavolo contro il dumping nei contratti del commercio

Nel commercio senese è stato istituito il Tavolo permanente sul contrasto al dumping contrattuale, promosso da Filcams Cgil Siena, Fisascat Cisl Siena e Confcommercio Siena. L’obiettivo è monitorare l’utilizzo di contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni non maggiormente rappresentative e valutarne gli effetti sulla concorrenza tra imprese e sulle condizioni dei lavoratori.

Il rischio per lavoratori e aziende

Secondo le organizzazioni coinvolte, l’applicazione di contratti meno rappresentativi può consentire una riduzione del costo del lavoro attraverso condizioni economiche e normative più deboli. A essere coinvolti, viene sottolineato, sono aspetti come ferie, malattia, sicurezza, salute e dignità dei lavoratori, oltre alla contribuzione.

Daniele Pracchia, direttore di Confcommercio Siena, ha definito l’intesa un atto importante. A suo giudizio, il cosiddetto dumping contrattuale produce differenze a scapito dei dipendenti e può configurarsi come concorrenza sleale tra le imprese. Il divario economico, secondo quanto riferito, può arrivare fino a settemila euro l’anno.

Marco Brogi, segretario di Fisascat Cisl, ha osservato che il fenomeno si sarebbe accentuato negli ultimi anni. Non tutti gli esercizi commerciali, ha spiegato, applicherebbero contratti firmati dalle sigle sindacali maggiormente rappresentative. Tra le conseguenze indicate ci sono problemi sul piano retributivo e contributivo, con ricadute sia per i lavoratori sia per la concorrenza nel settore.

Dati, segnalazioni e controlli

Il protocollo prevede una raccolta di informazioni che coinvolgerà le organizzazioni sindacali e datoriali, le istituzioni e gli organismi competenti. Tra le fonti saranno esaminate le comunicazioni obbligatorie ai centri per l’impiego, i dati Inps, i rapporti dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Siena e quelli della Camera di commercio.

Il tavolo prenderà in considerazione anche le segnalazioni dirette di imprese e lavoratori, i dati sulla contrattazione aziendale e quelli relativi alla rappresentanza sindacale. È previsto inoltre il confronto con l’ente bilaterale del terziario della Toscana.

Mariano Di Gioia, segretario della Filcams Cgil Siena, ha precisato che, secondo le verifiche del sindacato, non sarebbero soprattutto le aziende del territorio ad applicare i cosiddetti contratti pirata. Il riferimento è a realtà provenienti in particolare dal Lazio e a professionisti esterni che promuoverebbero accordi dal costo più contenuto. L’intenzione è estendere il monitoraggio anche al settore turistico, indicato come un altro ambito esposto al lavoro precario e all’applicazione di contratti meno tutelanti.

Oltre all’analisi dei dati, il protocollo contempla campagne informative rivolte a lavoratori e imprese, comunicazioni dirette alle aziende, iniziative sul territorio e la possibilità di inoltrare segnalazioni. Il tavolo permanente dovrà quindi fornire un quadro più preciso della diffusione del fenomeno e sostenere il rispetto dei contratti collettivi maggiormente applicati.