Le dichiarazioni del presidente di Unipol Carlo Cimbri sul possibile futuro del Monte dei Paschi hanno riaperto il confronto sul ruolo della banca e sulle conseguenze per il territorio senese e toscano. In attesa dei passaggi formali legati all’operazione, istituzioni e rappresentanti economici chiedono garanzie sulla permanenza della direzione, sui livelli occupazionali, sulla rete degli sportelli e sulla capacità dell’istituto di continuare a sostenere l’economia locale.
Le richieste delle istituzioni
La presidente della Provincia Agnese Carletti ha definito le parole di Cimbri prive di effetti sostanziali sul quadro attuale. Il punto, secondo Carletti, resta l’attuazione da parte del governo di tutte le iniziative possibili per assicurare che la presenza della banca sul territorio non venga ridimensionata. La richiesta è quindi quella di conoscere quali garanzie concrete accompagneranno il percorso ancora da definire.
Sulla centralità di Siena è intervenuto anche il consigliere regionale Valerio Fabiani, secondo il quale il legame con il Monte dei Paschi non dipende soltanto dalla storia o dall’affezione della comunità. La presenza dell’istituto, ha osservato, è rilevante soprattutto per la funzione che può svolgere nell’erogazione del credito alle imprese. Il mantenimento di un radicamento locale viene così collegato alla possibilità di sostenere attività produttive e occupazione.
Il peso sull’economia
La questione sarà affrontata in un confronto specifico tra istituzioni e rappresentanze economiche. Il presidente della Camera di commercio Massimo Guasconi ha spiegato che le valutazioni riguarderanno l’impatto del Monte dei Paschi su un territorio nel quale la banca rappresenta la prima azienda toscana per volumi e occupazione. Gli effetti dovranno essere misurati quando saranno disponibili dati più precisi, anche in relazione al valore aggiunto e al Pil.
Nel dibattito è intervenuto anche il senatore del Pd Silvio Franceschelli, che ha indicato come priorità l’autonomia della banca. Franceschelli ha richiamato il forte radicamento costruito negli anni, sia attraverso la presenza nel credito e l’affidabilità percepita, sia grazie al mantenimento delle filiali. Per il parlamentare, l’istituto non può essere considerato una realtà da dividere o frammentare senza valutarne le ricadute sul territorio.
Il presidente della Regione Eugenio Giani aveva espresso apprezzamento per gli annunci sul futuro di Mps. Restano tuttavia da chiarire i contenuti dell’operazione e le eventuali ricadute sulla struttura della banca. Il confronto locale si concentra quindi su direzione, personale, sportelli e credito, considerati gli elementi essenziali per mantenere il ruolo dell’istituto nell’economia senese e regionale.