L’Asl Toscana sud est ha approvato il 28 agosto l’atto di programmazione sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, con particolare riferimento all’attività chirurgica. Il documento riguarda i 13 stabilimenti dell’azienda, organizzati in sei presidi e dotati complessivamente di circa 1.800 posti letto. Tra le strutture interessate ci sono l’ospedale di Nottola, a Montepulciano, e quello di Campostaggia, nel territorio di Poggibonsi.
L’analisi è stata elaborata dopo mesi di lavoro con le direzioni mediche dei presidi e i dipartimenti clinici coinvolti. Gli esiti e le proposte organizzative, secondo quanto riportato nell’atto, sono stati condivisi con le conferenze dei sindaci del territorio aziendale. Il punto di partenza è il volume delle attività, considerato un indicatore decisivo per garantire qualità, sicurezza, appropriatezza ed efficienza.
Le criticità individuate
Nel quadro complessivo sono state rilevate criticità organizzative che, secondo l’azienda sanitaria, limitano il pieno raggiungimento degli obiettivi previsti dalle norme nazionali e regionali. Tra i problemi indicati figurano la frammentazione di alcune attività chirurgiche tra più sedi, con il rischio che in determinati presidi non vengano raggiunti i volumi necessari, e un utilizzo non ottimale dei blocchi operatori, delle sale e dei posti letto destinati all’assistenza ad alta intensità, comprese le terapie intensive.
La valorizzazione dei singoli ospedali, nella prospettiva dell’Asl, non dovrebbe quindi consistere nella riproposizione delle stesse prestazioni in ogni sede. L’obiettivo è sviluppare le funzioni più coerenti con il ruolo assegnato a ciascun presidio nella rete. Tra le direttrici indicate ci sono il modello del focus hospital e la riorganizzazione della rete delle urgenze chirurgiche, con la concentrazione delle attività che richiedono competenze multidisciplinari e tecnologie dedicate. Prevista anche una razionalizzazione dei posti letto ad alta intensità assistenziale.
I dati su Nottola e Campostaggia
Per Nottola, sulla base dei valori del 2025, l’atto riporta 74 interventi di protesi all’anca, a fronte di una soglia di riferimento pari a 100, e 41 interventi di protesi al ginocchio, anche in questo caso rispetto a una soglia di 100. In Valdelsa i numeri indicati sono rispettivamente 96 e 69, con Campostaggia come presidio di riferimento. Il tasso di occupazione della chirurgia generale è del 46% a Nottola e del 35% a Campostaggia; per l’ortopedia i valori sono del 64% e del 41%.
Per quanto riguarda la terapia intensiva, il tasso di occupazione di Nottola si attesta al 43%. Il documento sottolinea tuttavia la specificità della provincia di Siena, dove il policlinico è individuato come hub di primo livello. Una centralizzazione immediata delle attività chirurgiche presso quest’ultimo non viene ritenuta percorribile, anche per la complessità organizzativa e di governance, per la necessità di mantenere un equilibrio nei carichi assistenziali e per garantire la prossimità dei servizi alla popolazione.
In questo quadro, Nottola viene indicato come un riferimento per territori caratterizzati da grandi distanze dai centri maggiori. Un trasferimento dell’offerta chirurgica verso un unico polo, osserva l’Asl, potrebbe rendere più difficile l’accesso ai servizi per parte della popolazione. Per questo la riorganizzazione nel territorio senese dovrà seguire una progettualità specifica, diversa da quella adottata per altri presidi.
Nel corso del 2026 saranno monitorati i volumi di attività e gli esiti dei due ospedali di Montepulciano e Poggibonsi. I dati dovranno servire a individuare il modello organizzativo più adeguato e specifici ambiti di competenza per ciascuna struttura, con l’obiettivo dichiarato di aumentare i volumi, consolidare le professionalità e migliorare gli esiti clinici.