Allarme occupazione

Rifondazione critica il futuro del Monte dei Paschi

Il partito teme conseguenze per filiali e dipendenti legate alla possibile aggregazione con Intesa.

Rifondazione critica il futuro del Monte dei Paschi

Rifondazione Comunista provinciale interviene sul futuro del Monte dei Paschi di Siena, esprimendo preoccupazione per gli effetti che le operazioni in corso nel settore bancario potrebbero avere sulla presenza dell’istituto sul territorio. Al centro della posizione del partito ci sono il destino della banca storica senese, la tenuta dei livelli occupazionali e il futuro della rete degli sportelli.

Secondo Rifondazione, l’offerta presentata da Intesa rischierebbe di sottrarre a Siena la sua banca storica, con possibili ricadute sui posti di lavoro e sul presidio territoriale. La componente provinciale del partito sostiene che, allo stato attuale, nemmeno il progetto sostenuto dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio offrirebbe garanzie sufficienti su questi due aspetti.

Le critiche alle strategie bancarie

La nota ricostruisce anche le vicende che hanno segnato il Monte dei Paschi, citando acquisti giudicati spregiudicati, gestioni opache, indebitamento e il successivo salvataggio pubblico, fino alla riprivatizzazione dell’istituto. Rifondazione contesta inoltre la strategia di Lovaglio, che punta ad acquisire, attraverso un’Offerta pubblica di scambio, partecipazioni significative in Banco BPM e Generali.

L’obiettivo dell’operazione, secondo la lettura del partito, sarebbe rendere più difficile l’iniziativa di Intesa e mantenere a Siena la guida di un nuovo gruppo bancario di dimensione europea. Una strategia che nel dibattito viene definita Risiko bancario, espressione sulla quale Rifondazione invita a mantenere una posizione critica perché, a suo giudizio, descriverebbe il settore del credito come un ambito di gioco interno ai grandi gruppi.

Lavoratori e correntisti al centro

La componente provinciale di Rifondazione contesta anche l’idea che la politica debba restare estranea alla vicenda. Nella nota viene richiamata la posizione della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, giudicata dal partito un intervento politicamente inopportuno e orientato più al posizionamento che alla tutela degli interessi concreti.

Il documento indica come soggetti direttamente coinvolti lavoratori, correntisti ed enti territoriali, insieme alle persone che producono ricchezza materiale e culturale. La preoccupazione principale riguarda quindi la possibilità che le operazioni societarie modifichino l’assetto della banca senza assicurare la salvaguardia dell’occupazione e della rete di sportelli sul territorio. Rifondazione conclude sostenendo che la leadership senese dell’istituto, da sola, non costituisce una garanzia sufficiente per il futuro della comunità locale.