Non è andata bene, anche se le conseguenze avrebbero potuto essere ancora più gravi. Quanto accaduto la sera di martedì subito dopo l’arrivo del Nicchio non rappresenta un episodio isolato: in altre occasioni i contradaioli entrati sul tufo sono stati travolti da cavalli ancora lanciati, riportando talvolta infortuni seri.
Il comportamento di chi è sceso in pista, al Casato e poi nella zona centrale subito dopo il bandierino, ha messo a rischio innanzitutto l’incolumità delle persone. Il pericolo ha riguardato anche cavalli e fantini, oltre alla regolarità della corsa. Resta la domanda su cosa sarebbe potuto accadere se al Casato fosse stato intralciato il galoppo di Anda e Bola.
Il nodo dell’autoregolamentazione
In passato, per l’ingresso anticipato sul tufo, sono state contestate multe e sanzioni dalla Polizia municipale. In alcune circostanze sono stati notificati verbali da 512 euro a contradaioli entrati prima del momento consentito. Sanzioni di diverso importo hanno riguardato anche l’accesso anticipato della comparsa o quello dei guardiafantini dopo le cadute.
Il tema, però, non viene posto soltanto in termini di punizioni. La competenza per regolare i comportamenti e valutare eventuali provvedimenti spetta all’amministrazione comunale e alla Polizia locale. La questione centrale riguarda invece la responsabilità dei contradaioli e la loro capacità di autoregolarsi in contesti caratterizzati da una forte tensione emotiva.
Su questo equilibrio si fonda il meccanismo del Palio, che consente ai popoli di assistere alla corsa dai palchi senza separazioni e, di fatto, di entrare sul tufo anche durante lo svolgimento della manifestazione. Proprio questa libertà richiede consapevolezza e attenzione, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà o concitazione.
Un episodio dopo una corsa regolare
L’incidente ha segnato una manifestazione che, sotto il profilo della sicurezza delle accoppiate, si era svolta con regolarità. Tutti i dieci fantini erano rimasti a cavallo; gli unici momenti di apprensione avevano riguardato il calcio ricevuto dalla Torre tra i canapi e la caduta dell’Oca durante le lunghe fasi della mossa.
Per questo il sindaco Nicoletta Fabio aveva parlato di un esito positivo, con riferimento ai dieci cavalli, senza entrare nel merito dell’invasione della pista e dell’infortunio di Tittia. Il dopo Palio ha amareggiato soprattutto la dirigenza e il popolo del Nicchio, ancora in attesa di poter festeggiare pienamente la vittoria.
L’amministrazione comunale non ha al momento indicato eventuali decisioni né preso posizione sui possibili correttivi. Il punto, tuttavia, è considerato decisivo per garantire il regolare svolgimento della Festa. Senza una consapevolezza diffusa, il rischio è quello di procedere verso una gestione sempre più regolamentata, proprio mentre l’obiettivo dichiarato resta preservare il carattere condiviso del Palio.