Teodora Axente ha raccontato il percorso creativo e il significato del Drappellone realizzato per il Palio dell’Assunta. L’artista straniera ha spiegato il legame costruito con Siena e con la sua storia, un’esperienza che definisce un onore e un privilegio raro. Durante il soggiorno ha approfondito la tradizione artistica e spirituale della città, riconoscendo elementi comuni con le proprie radici.
Il ricordo dell’infanzia
Al centro della composizione c’è la Vergine, soggetto che per Axente richiama un episodio della sua infanzia. Quando aveva dieci anni, l’artista dipinse su un vetro una Madonna con il Bambino nella chiesa del paese dei nonni. L’opera fu donata al sacerdote e collocata sull’altare. Vederla durante la messa, ha ricordato Axente, rappresentò la sua prima vera mostra e segnò l’inizio di un rapporto particolare con l’immagine mariana.
La possibilità di dipingere la Vergine per il Drappellone ha quindi assunto un valore personale. Axente ha spiegato di aver voluto raffigurare la Madonna dei suoi sogni di bambina. Le Contrade, invece, sono state rappresentate attraverso figure femminili, pensate non tanto come donne in senso letterale, quanto come immagini androgine dell’origine e dell’inizio della vita. Anche i tessuti hanno avuto un ruolo importante: l’artista ha studiato gli antichi drappi e gli stemmi, osservando le botteghe e le diverse fantasie presenti in città.
La battaglia di Camollia e la luce
Per costruire l’impianto dell’opera, Axente si è ispirata a Porta Camollia e alla battaglia del 1526, tema a cui era dedicato il Drappellone. Un riferimento importante è stato anche il dipinto dell’Immacolata Concezione attribuito a Giovanni di Lorenzo Cini, custodito nella chiesa di San Martino. L’artista ha cercato di trasmettere una sensazione iniziale di drammaticità, destinata poi a sciogliersi quando le nuvole lasciano spazio alla luce.
Nella lettura pensata dall’alto verso il basso, la Vergine protegge Siena e la luce che scende dal suo volto raggiunge la Piazza, evocando speranza e pace. Al vertice della composizione si trova la figura mariana, posta a protezione della Rosa d’oro, il dono offerto a Siena da Papa Pio II. Sotto di lei, due cherubini sorreggono e onorano gli stemmi della città. Le figure, caratterizzate dal linguaggio metamorfico dell’artista, si fondono con corpi di pesci, simboli antichi del Cristianesimo e richiami alla comunità dei credenti.
Durante la presentazione, Axente ha raccontato di essere rimasta molto emozionata e sorpresa dall’applauso ricevuto. L’artista ha dedicato il Drappellone a tutti i senesi, definendolo la loro celebrazione. A Siena era già tornata in più occasioni, anche per una mostra al Santa Maria della Scala, e ha ricordato il contributo ricevuto per conoscere più a fondo la città, le sue opere e le sue tradizioni.