L’amministratore delegato di Banca Mps, Luigi Lovaglio, ha affrontato il tema dell’integrità della banca durante una presentazione ai analisti, sottolineando come il suo valore si basi su questa fondamentale caratteristica. Lovaglio ha recentemente presentato i conti semestrali, evidenziando un utile di 1,1 miliardi di euro, superiore alle aspettative e con una stima per il 2026 che prevede un rialzo a 3,6 miliardi prima delle imposte.
Il dibattito si è concentrato sul futuro di Mps e, in particolare, sull’Opas proposta da Intesa Sanpaolo, che prevede la cessione di 635 filiali a Unipol. Lovaglio ha messo in guardia contro il possibile smembramento della banca, utilizzando la metafora di una centrale elettrica che, una volta divisa, perderebbe efficienza. Secondo lui, il rafforzamento del tessuto produttivo italiano non deve passare attraverso la frammentazione delle banche, ma piuttosto attraverso la creazione di valore integrato.
Risposte e strategia di azione
Lovaglio ha espressamente criticato l’Opas, affermando che essa “non sembra remunerare appieno gli azionisti di Mps”, e ha ribadito che “frammentare una rete non crea più valore”. Le istituzioni locali, ovvero Comune, Provincia e Regione, intendono discutere questi punti con il ministro dell’Economia Giorgetti il prossimo 20 agosto. Riguardo a un eventuale rilancio su Banco Bpm, Lovaglio ha affermato: “Oggi non stiamo parlando di nessuna operazione con Banco Bpm”, lasciando intendere che la situazione è in evoluzione.
Sull’ipotesi di dismettere la partecipazione in Generali per remunerare gli azionisti, Lovaglio ha evidenziato che questa rappresenta una fonte di valore strategico importante per l’azienda, mantenendo un atteggiamento di apertura verso future valutazioni. In programma ci sono importanti riunioni, come l’assemblea dei soci per l’integrazione con Mediobanca a settembre e la nuova trimestrale a novembre.