Testimonianza drammatica

Filippone: “In terapia da dieci anni, sogno David la notte”

Giancarlo Filippone racconta il suo dolore e le conseguenze della morte dell'amico David Rossi.

Filippone: “In terapia da dieci anni, sogno David la notte”

Giancarlo Filippone, amico fraterno di David Rossi, ha rilasciato una testimonianza toccante durante l’audizione in commissione parlamentare, esprimendo il suo dolore per la perdita e le conseguenze che ha avuto sulla sua vita. “Sono in terapia da dieci anni e sogno David la notte”, ha dichiarato, sottolineando il peso emotivo che la vicenda ha avuto su di lui.

Filippone ha ricostruito gli eventi del 6 marzo 2013, quando la moglie di Rossi lo contattò preoccupata perché non rispondeva al telefono. Dopo aver tentato di contattarlo senza successo, si recò alla Rocca, dove scoprì la tragica fine del suo amico. “Quando mi affaccio vedo il mio caro amico che si era buttato”, ha raccontato, evidenziando il momento drammatico in cui comunicò la notizia a Carolina Orlandi, presente con lui.

Le conseguenze della vicenda

Filippone ha anche parlato del video pubblicato nel 2017, che ha alimentato speculazioni sulla sua possibile responsabilità. “A Siena mi conoscono, ma fuori mi hanno massacrato. Pensavano fossi stato io”, ha affermato, chiarendo che chi lo conosceva sapeva che non era coinvolto. Ha espresso il suo disappunto per le domande ripetitive che gli sono state poste durante l’audizione, sottolineando la difficoltà di rivivere continuamente il trauma della perdita.

Durante la testimonianza, Filippone ha anche menzionato l’ex procuratore di Siena, Salvatore Vitello, che aveva chiarito che le persone entrate nel vicolo non avevano alcun legame con la morte di Rossi. “Mi hanno rovinato la vita”, ha aggiunto, evidenziando il peso che la situazione ha avuto su di lui.

Riflessioni sul lavoro di Rossi

Filippone ha descritto Rossi come un professionista impeccabile, ma ha anche notato che la pressione crescente sulla Banca Mps lo stava destabilizzando. “David era bravissimo, ma la situazione lo aveva un pochino destabilizzato”, ha affermato, confermando che non era a conoscenza di spostamenti a Viadana e Mantova, limitandosi a organizzare quelli a Milano e Roma.

In conclusione, Filippone ha ribadito che non avrebbe mai pensato che una situazione del genere potesse accadere e che, se avesse notato qualcosa di strano, avrebbe consigliato a Rossi di prendersi una pausa. La sua testimonianza ha messo in luce il profondo dolore e le conseguenze emotive che la morte di un amico può avere su chi rimane.